
Realizzato dall’associazione Scripta. L’arte a parole, in collaborazione con Gli Ori editori contemporanei e Libreria Brac, il concorso si rivolge ai giovani critici d’arte, con l’obiettivo di promuovere la ricerca e la scrittura, incentivando al contempo la letteratura critica. Il premio prevede una borsa di studio del valore di 2mila euro e la pubblicazione del saggio vincitore nella collana I limoni, edita dalla casa editrice pistoiese Gli Ori.
I vincitori e le pubblicazioni:
Daniel Borselli – Prima edizione
Tristi tropi. Sulle possibilità di un’arte alla fine del mondo, Gli Ori, 2022

Tra i recenti sforzi ambientalisti, l’arte pubblica ha assunto un’importanza centrale. Nel rendere visibili i catastrofici effetti dell’attività umana sul pianeta e sottolineare l’urgenza di comportamenti più sostenibili, essa finisce però per dichiarare l’estinzione come inevitabile, oscurando le specifiche responsabilità del capitalismo estrattivo e scoraggiando l’emersione di paradigmi alternativi. Contro il ruolo assolutorio delle narrazioni apocalittiche, questo volume denuncia i limiti strumentali della spettacolarizzazione della crisi climatica nell’arte esibita negli spazi pubblici, per esplorare invece possibilità artistiche di resistenza e sopravvivenza oltre la fine del mondo.

Daniel Borselli è un dottorando in Arti visive, performative, mediali presso l’Università di Bologna, dove svolge le proprie ricerche sui rapporti tra fotografia, spazio pubblico e risi ecologica. Tra le sue pubblicazioni più recenti vi sono Arte oscena in luogo pubblico. La fotografia e la rappresentazione del corpo femminile nello spazio urbano (con Yasmin Riyahi, Silvana editoriale, 2023) e Darkness Visible: the Art of Occupyng Public Space as a Space of Appearance (Edizioni Ca’ Foscari, 2022). Ha inoltre co-curato, con Caludio Marra, il volume collettivo Paradigmi del fotografico (Pendagron, 2022) e, nell’ottobre del 2022, è stato selezionato come vincitore del Premio Scripta per la giovane critica.












Gloria Calderone – Seconda edizione
CoRprogettazioni. Posture artistiche per coreografare la città, Gli Ori 2024

Come progettare spazi urbani che consentano esperienze di qualità per corpi in movimento? Dentro le cornici di un’urbanistica ancora radicata a una conoscenza strettamente razionalista, i corpi destinatari dei progetti degli spazi pubblici contemporanei sono trattati per lo più come oggetti funzionali a un sistema governato da logiche economiche. Coreografare esperienze urbane diventa allora l’invito a una progettazione spaziale che integra gli approcci tecnicisti dell’urbanistica con quelli più sensibili delle arti performative: progettazione dinamica, praticata nella forma di corprogettazioni da corpi intesi come soggetti attivi e vivi, che tornano a sentire e a sentirsi. Perché “solo sentendoci vivi nei luoghi possiamo ricreare, molecola per molecola, una città abitabile”.
Gloria Calderone è assegnista di ricerca in urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, dove collabora all’insegnamento e svolge una ricerca sulle aree interne e sui processi di restanza. Ha conseguito il dottorato in Progettazione Urbanistica e Territoriale all’Università di Firenze con una tesi sul ruolo dei corpi come attivatori del progetto dello spazio pubblico e sul contributo metodologico delle pratiche artistiche performative nell’espandere le possibilità di lettura e riscrittura dei luoghi. Nel dicembre 2023 è stata selezionata come vincitrice del Premio Scripta per la giovane critica d’arte.





Carlos Salazar Wagner – Terza edizione.
Spazio conteso. Monumenti dissonanti tra Colombia e America Latina (Gli Ori, 2026)

Tra il 2019 e il 2021, in America Latina sono esplose proteste che hanno messo in discussione monumenti e simboli legati alla conquista coloniale come all’indipendenza. Statue di conquistadores e patrioti, viste come espressione di razzismo e schiavismo, sono diventate luoghi di conflitto. Il libro “Spazio conteso. Monumenti dissonanti tra Colombia e America Latina” di Carlos Salazar Wagner riflette su come leggere queste proteste e il “patrimonio scomodo” che riattivano, mostrando come il passato continui a pesare sul presente. Con un focus sulla Colombia, l’autore analizza le origini materiali e simboliche di queste eredità e il modo in cui artisti, collettivi e movimenti sociali reinterpretano la storia per darle nuovi significati.

Carlos Salazar Wagner è dottorando in storia dell’arte presso l’Università di Firenze. I suoi interessi di ricerca includono la storia delle mostre, le dinamiche di produzione e circolazione dell’arte contemporanea, con particolare attenzione ai processi di costruzione della memoria, alle tensioni storiche e ai circuiti alternativi. Nel 2024 è stato selezionato come vincitore del Premio Scripta per la giovane critica d’arte. Tra le sue pubblicazioni l’articolo The Small Press as a Cornerstone of Florence’s Alternative Art Circuits in the 1970s (Humboldt-Universität zu Berlin). Ha inoltre lavorato in Colombia come operatore culturale, occupandosi di produzione, coordinamento e sviluppo di progetti artistici.







Quarta edizione
La vincitrice del Premio Scripta 2025 è Rokhaya Sofia Thiam. Il suo saggio verrà pubblicato nel 2026.
